Disneyland Paris ? No, fuochino…

Disneyland Paris ? No, fuochino…

Mi ero pentito di non essere andato a Lourdes da quando degli amici al ritorno mi parlarono di una sorta di miracolo avvenuto in quel luogo, dove nel gelo di febbraio della Francia pirenaica percepirono un aura di calore anomalo.

Allora, convinto dai commenti positivi e dal racconto della loro bellissima esperienza, decisi di partire con il mio fardello di richieste che ormai da un po’ si accumulavano; convinsi la mia compagna di viaggio ideale, ovvero mia madre, a prendere per la prima volta un aereo e ci imbarcammo verso questo insolito viaggio.

Passai tutta la durata del volo in ansia per mia madre, scoprendo invece il suo completo agio tra le preghiere ad alta quota e poco dopo ci trovavamo già sul bus diretto al santuario.

Generalmente si tende a immaginare questi luoghi come culle per la sofferenza di chi li visita, invece con grande stupore non potevo far altro che notare la vitalità insonne di una cittadina pulita e perfettamente organizzata all’accoglienza dei milioni di visitatori che ospita annualmente: alberghi, ostelli, pub e negozi di souvenirs religiosi (aperti anche tutta la notte) perfettamente incastonati tra le geometrie semplici di quelle strade.

 

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Il complesso architettonico dall’aura fiabesca si articola simmetricamente su più livelli di spiazzi e scale che incorniciano cupole e alte torri, si collega al paesaggio adiacente tramite delle enormi arcate e poggia sul luogo principe della nostra visita, la grotta che ospita la statuetta in gesso della Madonna.

Le visite guidate offrono dei riferimenti spirituali per ciascun gruppo (ovviamente italiano per noi, un sacerdote molto disponibile e pronto ad ogni momento di confronto) e il costante sostegno di volontari pronti a qualsiasi emergenza, inoltre è prevista la possibilità, per di più a pregare e depositare le proprie richieste ai piedi della grotta, anche di immersione nelle vasche purificatrici.

Attraverso una fila che scorre su panche create per permettere a tutti i visitatori un comodo excursus, si arriva alla piccola grotta, sede di una delle otto sorgenti che in quel punto alimentano il fiume Gave, nonché nostra principale meta.

Nonostante la moltitudine di gente lo spazio era silenzioso e pacifico, movimentato solo da preghiere multilingua rivolte al piccolo monumento.

L’aura mistica percepita era innegabile ed artefice di misteriosi fenomeni che chi visita Lourdes non può non provare a svelare: il Gave che si ammutolisce rispettosamente ai piedi dell’anfratto per ricominciare a scrosciare più avanti (momentanea suggestione, morfologia della grotta o semplice mistero?) e l’acqua delle vasche che non bagna (frutto della differenza di temperatura tra i 32°corporei e i 10°dell’acqua che effettivamente regalavano la sensazione di asciuttezza al contatto con i vestiti).

L’ultima grande emozione regalataci dal nostro viaggio fu poter partecipare alla fiaccolata notturna che coinvolge tutta la popolazione di devoti: una lunga coda, rischiarata da minuscoli fuochi, prioritariamente capeggiata da un gruppo di persone disabili, che pregando si avviano verso la statua dell’Immacolata invadendo l’intero piazzale d’accesso al santuario.

Tutt’oggi mi sento coinvolto dal sentimento che muove la grande processione, esteso e costante nei cuori di chi vi partecipa, che dona pace e liberazione trasmettendo il vero miracolo posto in tale esperienza: l’unione per la grande missione dell’amore verso il prossimo.



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